La Pro Loco

 

La Pro Loco

L a pro loco di Cese ha una storia quarantennale; quasi nessuno degli attuali consiglieri era nato quando l'associazione si costituì, nel 1970. Eppure quello spirito d'iniziativa e quella voglia di progresso sono lì anche oggi, a far da collante tra le persone che nella pro loco hanno trovato il proprio spazio d'impegno, il senso autentico della dedizione al proprio paese. Il nuovo corso dell'associazione è scaturito da un rigenerato interesse e dal coinvolgimento dei ragazzi attorno alle questioni di tutela e valorizzazione delle risorse del paese. Ne è nato un direttivo giovane e motivato, che sotto la guida dei consiglieri più esperti ha avviato progetti interessanti che si sono affiancate alle iniziative storiche.

La Pro Loco si muove, dunque, oggi in diverse direzioni. Quella della solidarietà, ad esempio, inaugurata con una giornata di incontro e fraternizzazione tra i bambini cesensi ed un gruppo di pari-età bielorussi (ospitati dall'associazione “Aiutiamoli a vivere”). Purtroppo, per vicende esterne, “Cese sorella di Kopatkevici” s'interrompe dopo il 2008, ma non così il desiderio di apertura solidale dell'associazione. Con i migliori scatti del concorso fotografico promosso nello stesso anno, infatti, si realizza il calendario di Cese, il cui ricavato viene destinato all'adozione di una classe dell'istituto Santa Maria di Igarassu, in Brasile, con un impegno rinnovato ancora oggi tramite la collaborazione di MAIS onlus.

L'associazione punta molto sulla valorizzazione del paese, e questa radicata propensione si rafforza con alcune proposte innovative: anzitutto il concorso fotografico, quello letterario ed il festival “Sinfasò”, dedicato alle espressioni moderne della musica popolare, ma anche alla valorizzazione dei giovani artisti locali. L'iniziativa di maggiore impatto nasce però dalla rivisitazione delle antiche tradizioni popolari legate alla festa di San Martino. I vicoli e le piazzette della parte più vecchia di Cese iniziano così a rivivere con la manifestazione “...ma per le vie del borgo – fornacelle e cantinelle acCese”, un percorso di eno-gastronomia, folclore e riscoperta autentica del borgo che segna un'apertura senza precedenti al territorio marsicano e non solo. Una valorizzazione anzitutto culturale, che passa anche attraverso la promozione di iniziative locali come i libri ed il dizionario del dialetto cesense di Osvaldo Cipollone, la “Genealogia di Cese” di Italo Cipollone e diverse mostre artistiche e fotografiche.

Tuttavia il campo in cui il nuovo Consiglio innova in maniera decisiva è quello della comunicazione; nasce così, principalmente per iniziativa del fondatore Roberto Cipollone, il primo giornalino dell'associazione, “La Voce delle Cese”. Il periodico ha da subito un impatto molto positivo, assume cadenza d'uscita regolare e diventa ben presto un ulteriore punto di aggregazione per la popolazione. Così “la Voce” entra ogni mese all'interno delle famiglie cesensi, varcando in breve i propri confini geografici anche grazie al web (dapprima sul vecchio sito - lecese.eu - e poi su www.lecese.it/la-voce-delle-cese/ ). Da allora, più di 80 numeri, decine di redattori più o meno esperti e centinaia di articoli che ancora oggi informano, riflettono, commentano, ricordano, intrattengono, immaginano. Sulla realtà di Cese, ma non solo. Il tema ecologico, ad esempio, trova ampio spazio sulle pagine del giornalino, che non disdegna riflessioni a largo spettro e si concede persino esclusive di rilievo.

Anche grazie al giornalino, la pro-loco rafforza sempre più la propria funzione di collegamento con le altre associazioni del territorio, nonché la vocazione a tramite tra la popolazione e l'amministrazione comunale, spesso assente rispetto alla vita ed alle esigenze della frazione, al punto da cancellarla virtualmente nella relazione previsionale e programmatica 2007/2009 (LAVOCEDELLECESE NR37.pdf ).

È di fatto questa la missione più nobile dell'associazione, probabilmente il futuro di Cese passa soprattutto da qui.

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L'attuale direttivo


PRESIDENTE: Elisa Cipollone

VICEPRESIDENTI: Francesco Bonari,
Giuseppe Cipollone

CONSIGLIERI: Manuela Cipollone,
Michele Cipollone,
Roberto Cipollone (di Giuseppe),
Lorenzo Cosimati,
Silvia D'Innocenzo,
Lucia D'Angelo,
Miriam Murzilli

 

Un po' di storia

L' Associazione nasce ufficialmente il 5 Aprile 1970, quando diverse persone, native o adottive, residenti e non, ma unite nell’interesse per il proprio paese, guidate dal compianto dott. Giuseppe Cipollone si recarono presso il notaio Arturo Di Giovanni di Avezzano per costituire la “Pro-Loco di Cese dei Marsi’’. Successivamente, precisamente il 19 Gennaio 1971, la stessa associazione ottenne il riconoscimento dell’Ente Provinciale per il Turismo dell’Aquila e infine, con D.M. del 20 Marzo 1972, quello del Ministero per il Turismo e lo Spettacolo, con seguente iscrizione all’Albo Nazionale. Tra i fondatori della Pro-Loco, oltre al già citato dott. Giuseppe Cipollone, ricordiamo Noè Marchionni, Vincenzo Cosimati, Pasquale Cipollone, Giulio Cipollone, Oreste Leonetti, Paolo Ciciarelli, Mario Cipollone, Giulio Marchionni, Remo Di Marzio e Francesco Marino.

Il consiglio pensò quindi di acquistare (dalla famiglia Improta di Avezzano) il terreno dove attualmente si trova il complesso sportivo-ricreativo. L’obiettivo era quello di creare un posto dove, nel tempo libero, ci si potesse divertire e si potesse godere della tranquillità in compagnia di amici e paesani. Fu quindi dato l’incarico a Paolo Cipollone di realizzare un chiosco-bar che potesse essere utilizzato come ristoro e punto focale; per compenso, lo stesso avrebbe gestito il complesso per un certo numero di anni. Questo progetto alla fine è stato realizzato con fatica, soprattutto perché le regole di affidamento tra le due parti non furono definite in modo chiaro e preciso. I primi direttivi (in particolare il primo) si assunsero alcuni oneri economici anche a livello personale, sebbene il tutto sia stato poi risolto con le risorse dell’Associazione.

Lo scopo dell’Associazione, come riportato nello statuto, era ed è quello di migliorare il tenore di vita della comunità curando l’aspetto culturale, sociale e ambientale, creando strutture e formulando richieste agli organi preposti. Ed è in questa direzione che la Pro-Loco opera da più di 40 anni.

 

Lo stemma dell'associazione

I l simbolo ufficiale dell’Associazione Pro Loco riprende lo stemma del nostro Comune autonomo al tempo della “università delle Cese”. Le universitates erano i comuni dell'Italia meridionale sorti sotto la dominazione longobarda e successivamente infeudati con le conquiste dei Normanni. La loro evoluzione storica è differente rispetto ai liberi comuni sorti nell'Italia centro-settentrionale nel Medioevo. Lo storico Tommaso Cappuccino afferma che fu Carlo I d'Angiò a cambiare il termine "comune", usato sotto il dominio di Federico II, in universitas (da universi cives, "unione di tutti i cittadini"), ordinando la distruzione dei sigilli comunali. Le Universitas sopravvissero sino all'abolizione del feudalesimo avvenuta con decreto del 2 agosto 1806 ad opera di Giuseppe Bonaparte.

Lo stemma cesense è ellittico e raffigura, su uno sfondo verde, la Madonna delle Grazie aureolata, a metà busto, vestita d’argento e mantellata d’azzurro, con il Bambino benedicente, anche lui aureolato, sul braccio sinistro. L’aureola della Vergine porta la scritta “Ave Maria Gratia Plena” ed è sormontata da una crocetta. L’adozione di una immagine sacra (la Madonna o il Santo protettore) come simbolo della propria autonomia dal potere baronale, è comune a tantissimi agglomerati locali (Sante Marie, Massa, Avezzano ecc).

Il sigillo delle Cese si ricava da un atto del 1773 dove i due massari, Giacomo Corradini e Giovanni Micocci, cancelliere Vincenzo de Amicis, certificavano al Vescovo i cittadini meritevoli nelle persone di Don Carlo Tomei, don Giuseppe Tomei, don Francesco Canonico Marchionni, don Domenico canonico curato De Amicis, don Angelo canonico Cipollone, Pientrantomio Pace e Rocco Cataldi. Nell’attestazione si faceva notare, inoltre, che il canonico don Filippo Cipollone era assente poiché si era trasferito ad Anticoli nello Stato Pontificio.

Un’altra immagine utilizzata dall’associazione doveva riprodurre nelle intenzioni la fontana che fino agli anni ‘60 troneggiava nella piazza centrale sotto il muretto. Nella pratica, per effetto e come conseguenza della misteriosa scomparsa della fontana, ha rivestito il carattere della contestazione e della esternazione del disagio e dell’insofferenza nei confronti del Comune di Avezzano per lo stato di abbandono del paese. Ne è riprova la scritta che circonda l’immagine: “Associazione Pro Loco Cese dei Marsi”, anziché “Associazione Pro Loco Cese di Avezzano”, come è uso. Oggi come ieri, l’immagine della fontana funge da promemoria e monito, e non solo da simbolo di sano campanilismo. Infine, e nello stesso tempo, l’immagine della fontana, memoria di assembramenti, di donne con le conche, di uomini, di bambini e di animali, è simbolo di aggregazione, di rapporti umani, di quella socialità che il nostro paese tenta di conservare ancora oggi.